Wednesday, October 12, 2005

L’ aria che respiri è il fiato che spargi


Scriverò in parte abbozzi di verità.
Dita incomplete abbracciano monche
ciò che non appartiene a nessuno.
Il fantasma, l’aria,
il sogno celato ed ormai logoro.
La ricerca del sostegno in un amore.
La felicità dentro il bicchiere
che evapora e torna nell’aria,
èd è già per qualcun’ altro,
che forse però, distratto,
si assenta e non partecipa.
Il vanto è nell’essenza.
La solitudine è solo il capolinea di un percorso voluto.
La parola spetta a te ora,
ma con il silenzio parli d’altro.
Il mare si copre in tarda sera di scuro e di mistero,
ti ci nascondi e speri non torni più luce
ad abbagliare carenze.

Benna

2 comments:

Fata-tina said...

Le tue parole mi stanno come un'abito bene costruito sul mio corpo, come un rifugio fatto a mia dimensione, come uno spazio in cui muoversi con naturalezza, ma non senza disagio...Chissà quando le hai scritte...Conosco il disagio e la naturale giustezza della consapevolezza dei propri limiti, conosco l'importanza della propria solitudine, quando si è tentati di credere a sentimenti inesistenti. Se puoi non commettere ora questo errore... Io sarò là, in quei silenzi che sottendono altre parole ed altre storie, dove tu vuoi che io sia.

giraluna said...

Si, belle parole. Frasi scritte bene, che emozionano. Le avevo già lette nei giorni scorsi e forse ti avrei lasciato il solito commento poetico. Quello che scrivi per sentirti parte dell'altro, per fargli capire che le vostre sensibilità si abbracciano e fluttuano in un mondo fantastico e intangibile. Balle! Oggi credo che queste parole servono a ben poco. Credo che ci siano momenti della vita in cui non basta vivere in un mondo lontano, tutto tuo. Momenti in cui bisogna calarsi fino alle braghe nella melma della vita e raccogliere quello che di buono c'è. Scrutare con rigore le cose che ti ruotano attorno e stringere tra le mani quelle che non vuoi perdere, pretenderle...prima che diventino un rimorso o un rimpianto utili ad ispirare una poesia. Un altro abbozzo di parole ben costruite che non portano a nulla.
Cià
Io conlepallegirate